Ritorno con cazzata.

Il 20-10-2010 mi fa ricordare il mitico messaggino dal 2010 della Omnitel che ti scalava 2.000 lire ogni 10 messaggi. Bei tempi.

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Ciao mondo!!

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Paletti

Oggi è un altro momento di quelli dove ti guardi indietro, anche solo di pochi giorni, chiedi scusa a te stesso e agli altri, ringrazi la strada che ti ha portato fino a lì e speri di non fare qualche cazzata per rovinarla, perché per quanto sia difficile, piena di cadute e risurrezioni, è la cosa più bella che ti sia mai accaduta.
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Però ieri mi si è fulminato il pc, eh.

Ho timbrato il cartellino per la prima volta.
Ho appeso nel mio ufficio il calendario 2010 di Disneyland Paris.
Mi sono abbonato a Wired per 2 anni a 29.90 euri.
Ho ricevuto la notizia che avrò una nuova collega proveniente da Marano di Castenaso già dalla prossima settimana.

Today is a good day.
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Bilanciamento

Non so perché, ma di solito a fine anno mi vien voglia di guardarmi indietro, pensare a cos’è successo negli ultimi 12 mesi, e tirare un po’ le somme: ma quest’anno, per quanto mi impegni, non ne sento la necessità. Sarà che il 2009 è stato l’anno più sorprendente della mia vita, sarà che mi sembra strano che stia già finendo, sarà che sto ancora aspettando delle risposte che potrebbero dirottare la mia/nostra vita verso qualcosa di nuovo ed incredibile, ma insomma, io questa volta i bilanci non li faccio.
Me la godo e bona. Troppo futuro in ballo per pensare al passato.
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Censimento parksmaniaco 2009

- Gardaland x 2 (contando anche il Magic Winter, visto che la Greis mi ha promesso proprio oggi che mi ci porta :))
- Mirabilandia x 1
- Movieland x 2
- Aqua Paradise x 1
+ Medieval Times x 1
- Padovaland (sic) x 1
- Disneyland Park x 7 giorni
- Walt Disney Studios x 2 giorni

E questo doveva essere un anno di magra.
(Greis, avanzi un mazzo di fiori per la pazienza.)

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Parigi val bene un vacanzino.

Ritornare alla realtà dopo aver vissuto 5 giorni immersi nella magia non è semplice. I ricordi sono tanti, stupendi, grandi, da abbracciare e coccolare il più possibile prima che svaniscano.
Questo vacanzino mi ha lasciato uno spirito di felicità profonda e duratura, la consapevolezza che chi mi sta accanto ha davvero deciso di investire tutta se stessa nella nostra storia e in un reciproco rispetto e amore. Non è una cosa da niente, forse scrivendola in questo modo l’ho banalizzata un po’ troppo, ma non  è così.
Devo solo ringraziare l’entità superiore che me l’ha fatta materializzare accanto e lei, che mi ama senza pregiudizi e con tanta pazienza.
Scrivo qui, di getto, i ricordi che voglio conservare per tutta la vita: sensazioni, profumi, gusti, tutto quello che ho provato di bello e che vorrei continuare a sentire ancora a lungo.

- Ripararsi dalla pioggia sotto la Tour Eiffel e pensare che è grande, grandissima, ma nelle foto sembrava ancora più maestosa.
- Leggere sulla guida che, del Moulin Rouge, l’unica cosa rimasta originale negli anni sono le pale in legno del mulino.
- Smezzarsi due croque monsieur, uno classico e uno ai funghi, gustandosi una Cherry Cola.
- Riprendersi dalla delusione di trovare il proprio ristorante preferito (buffet all-you-can-eat arabo/mediterraneo) chiuso, ripiegando per un buffet internazionale in un ristorante dallo stile vittoriano, grazie alle crocchette di pollo mangiate in quantità industriale.
- Amare l’hotel Santa Fe nonostante sia obiettivamente il più bruttino di tutto il resort: io lo trovo affascinante nella sua consapevole incompletezza stilistica.
- Inghiottire due ciotole di chili con carne e numerose costicine al tabasco assistendo ad uno spettacolo durante il quale cavalli e bisonti si sdraiano a terra e Buffalo Bill blatera qualcosa a Toro Seduto.
- Rivedere da vicino, oltre alla tazza del cesso della nostra stanza al Santa Fe, le suddette ciotole di chili e le costicine rimaste stranamente indigeste. Stranamente.
- Adorare i biscotti al burro con goccioloni di cioccolato gustati con grande goduria come merendino mattutino prima di partire…
- Restare sorpreso dalla quantità di nutella presente all’interno della brioche a forma di Topolino assaporata durante l’ultima colazione in una Main Street silenziosa e vuota.
- Evitare in foto e riprese la zoccoletta che si alzava il vestito di fronte al Moulin Rouge mostrando le mutandine rosse. Avrà avuto 16 anni.
- Godersi limitatamente il Museo D’Orsay a causa di un mal di piedi impietoso del mio attacco d’arte impressionista.
- Vivere la magia di una città meravigliosa e di un mondo incantato con la persona che amo, e vedere i suoi occhi felici. E stanchi. Tanto stanchi.
- Entrare in una stazione della metropolitana silenziosissima e dal piacevole tepore.
- Farsi le scale per il Sacro Cuore in salita a piedi, e prendere la funicolare per scendere.
- Osservare a Beaubourg  della strana gente che dipinge con gli stencil la piazzetta di fronte al centro Pompidou.
- Ordinare un frappuccino da Starbucks, convinti di prendere qualcosa di tiepido per scaldarsi, salvo cambiare idea dopo aver visto il barista infilarci dentro chili di ghiaccio tritato.
- Non avere mai tempo per lo shopping, e afferrare quel che capita durante l’ultima mezz’ora di permanenza all’interno di Disneyland.
- Ingrassare di un kg e mezzo in 5 giorni, ma farlo con gran gusto e godendosela appieno!
- Addormentarsi sulla RER accoccolato alla Greis dopo aver scelto la linea giusta grazie alle magiche lucine che appaiono sui cartelloni di Chatelet-Les Halles.
- Perdersi al CDG per non essere scesi con la navetta al terminal D, e farsi un giro di mezz’ora all’interno di un autobus caldissimo con in mano un paio di baguette al sapore di plastica.
- Chiedersi la provenienza del profumo che inondava la stazione della RER vicino alla Torre Eiffel.
- Dare la soluzione alla ghigliottina urlandola dal bagno dopo aver sentito solo 2 indizi: sono imbattibile.
- Rendersi conto che si sta invecchiando visto che anche una torre di caduta piuttosto semplice come la Tower of Terror mi ha scombussolato lo stomaco… ma ho fatto finta di niente.
- Farcire un panino con una decina di fette di insaccati vari, più due cubetti di cheddar: la colazione del campione.
- Fare lo scemo ingurgitando la gelatina al limone al sapore di detersivo per i piatti.
- Vedere il proprio amore commuoversi e non avere il coraggio di dire nulla per lasciarle godere quel momento così dolce e magico.

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